Istruzione, crescita e rendimenti nella teoria del capitale umano
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SINTESI
Le idee del periodo classico, con Smith, e neoclassico, con Marshall, agevolarono l’affermarsi della “rivoluzione” del capitale umano degli anni Sessanta del Novecento. Un vero e proprio problema contabile interno della teoria della crescita, in quel decennio, isolò un residuo di valore che fu interpretato come risultato dell’investimento in capitale umano. La nuova entità contabile fu poi dimostrata nella sua corretta formulazione microeconomica raggiungendo la forma più compiuta nell’opera di Becker. Tuttavia, sin dagli stessi anni in cui il capitale umano veniva (ri)scoperto, si generarono perplessità di carattere metodologico. Esso dava vita a un paradigma strettamente imparentato con altre discipline sociali, tanto che una visione moderna lo ha ricondotto all’interno di un discorso scientifico dell’economia basato su argomentazioni retoriche. Stefano Spalletti è ricercatore di Storia del pensiero economico presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Macerata. Tra le sue pubblicazioni sul tema di questo volume: “Education and History of Economic Thought: From Adam Smith to the ‘Residue of Ignorance’ (1776-1964)”, Change and Challenge in Education (Woodcock L. S. ed.), ATINER, 2008; “The Economics of Education in Italy (1960-1975). An Outlook of Economic Planning”, History of Economic Ideas, XVI, 1, 2008; “Crescita dell’economia: istruzione e capitale umano”, Il pensiero economico moderno, XXVII (1–2), 2007.
pagine: 188
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-2263-7
data pubblicazione: Gennaio 2009
editore: Aracne
SINTESI
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