Il diritto penale politico in Italia: dallo Stato liberale allo Stato totalitario
47,00 €
28,2 €
     
SINTESI
Lo scopo principale di questa «storia intellettuale» è di offrire una serie di considerazioni approfondite sul concetto del «delitto politico» e di seguire il suo sviluppo dottrinale in Italia tra l’Ottocento e il Novecento. Il profilo tracciato ferma l’attenzione sui riflessi penalistici del rapporto conflittuale tra «Stato» e «cittadino politico in conflitto con lo Stato»: dettaglia come il delitto politico viene differenziato rispetto al diritto penale comune e mette in rilievo l’innovazione liberale della generazione post Risorgimentale con la quale si guarda con «favore» al delitto politico; analizza come la prospettiva comincia a cambiare alla fine del secolo e durante la belle époque giolittiana quando movimenti politici fortemente antagonisti sembrano profilarsi come forze di radicale trasformazione e come minaccia per la sicurezza dello Stato tutelata sul piano penale; e in fine pone l’accento sul sistema totalitario minuziosamente costruito dal fascismo, quando, salvo poche eccezioni e con «voce univoca» raramente sentita in epoca liberale, la dottrina, insieme con il legislatore e i giudici, esprime con precisazione che per il «delitto contro lo Stato» si deve annettere il massimo disvalore sotto il profilo ideologico, sul piano codicistico, e al livello delle scelte tecnico–legali della giurisprudenza.
pagine: 652
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2247-4
data pubblicazione: Dicembre 2008
editore: Aracne
SINTESI
Informativa      Aracneeditrice.it si avvale di cookie, anche di terze parti, per offrirti il migliore servizio possibile. Cliccando 'Accetto' o continuando la navigazione ne acconsenti l'utilizzo. Per saperne di più
Accetto