“I do believe her though I know she lies”
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SINTESI
Secondo la tradizionale classificazione dei sonetti shakespeariani, basata principalmente su criteri tematico–contenutistici, il sonetto 138 si inserirebbe nella seconda parte della raccolta, tra le liriche incentrate sulla passione del poet per la mistress. La piatta conformità al tema dell’amore-passione è tuttavia apparente: la presenza di un alto numero di elementi non identificabili come esclusivamente appartenenti al codice amoroso rende il componimento assai più complesso di quanto non appaia ad una prima lettura. L’analisi qui proposta, di impianto linguistico-semiotico, ha infatti rivelato la presenza, al di sotto del primo e più manifesto livello di significazione, attivato dal codice amoroso, di un secondo livello, latente, attraverso il quale Shakespeare porta avanti un’altra problematica, assai più rilevante, dal punto di vista critico, della prima: si tratta di una riflessione metatestuale, straordinariamente moderna e innovativa, sulla natura, sul funzionamento e sulle finalità della comunicazione artistica.Simona Beccone è ricercatrice di Letteratura Inglese all’Università di Pisa. Si occupa di critica e semiotica, in ambito letterario e cinematografico. Per la letteratura inglese, ha studiato Keats (La fenomenologia del tempo in Endymion di John Keats e “«The principle of beauty in all things»: l’esperienza estetica come deautomatizzazione della percezione in John Keats”) ed Herbert (Cattedrale di Dio, tempio dell’uomo e “Broken in pieces all asunder”: il paradigma della tortura in The Temple, entrambi di prossima pubblicazione).
pagine: 84
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-2146-0
data pubblicazione: Novembre 2008
editore: Aracne
SINTESI
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