Consuetudine e diritto costituzionale scritto
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SINTESI
Malgrado una codificazione pervasiva, oggi si assiste al rilancio della consuetudine. Con forza propria, tale fonte è di nuovo idonea a stravolgere il diritto scritto, persino di livello costituzionale. Ma, a scanso delle teorie realistiche, ciò riprova solo la rilevanza dell’opinio juris: i fatti, de jure, si impongono non in sé o per mera diuturnitas, dovendo essere vissuti normativamente dai consociati, quand’anche in soggezione fisica; e, se una simile legittimazione è necessaria nei mutamenti fattuali di un sistema giuridico, la scrittura di questo è sempre suscettibile di riattivarne la portata originaria. Quindi, in ambito di civil law, la forma consuetudinaria più rilevante è di tipo interpretativo, assumendo adesso le sembianze dei valori: pure così, emerge il pensiero unico, che riveste nel contempo una tradizione ideologica e l’omogeneizzante progresso tecnologico, suffragando le modifiche di uno Stato sociale come quello italiano, nel segno del liberismo europeo e globale. Marcello Piazza nasce a Roma, il 25 dicembre 1968. Avvocato, Dottore di Ricerca in Diritto pubblico, è stato Assegnista di Ricerca all’Università di Siena e Ricercatore nell’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 2006, è Professore Associato in Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Economia dell’Università della Calabria. È autore di numerose pubblicazioni in materia, tra cui la monografia I limiti alla revisione costituzionale nell’ordinamento italiano (2002).
pagine: 448
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2136-1
data pubblicazione: Gennaio 2009
editore: Aracne
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