La qualità televisiva
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SINTESI
Oggi, si può parlare di qualità rispetto alla televisione italiana? La qualità televisiva pare un ossimoro, poiché il trash, il pettegolezzo, lo sbandieramento dell’intimità e la parzialità costellano il medium. La mission originaria ha lasciato il posto alle logiche commerciali, in nome dell’omologazione dei programmi e degli indici di ascolto. Quantità e qualità non sono realtà coincidenti, e premiano spesso eventi molto diversi. Poco si parla di qualità. La “snobbano” gli studiosi, la rendono oggetto di sensazionalismo i giornalisti, ne discutono con imbarazzo gli insegnanti, con sdegno gli adolescenti e con invettiva i giovani laureandi. Ma perché? E la tv potrebbe essere un meraviglioso oggetto di evoluzione culturale, un bacino di stimoli e di conoscenza. Invece, con lo sfondo di una legislazione carente, appare come un’arena in cui ogni attore, dominato dal proprio particulare, offre una sua specifica accezione di qualità. Perché non esiste una certificazione ISO per la tv? Lo spazio offerto alla pubblicità sociale potrebbe essere un ingrediente della qualità televisiva?In questo scivoloso tema si muove il testo che cerca di fare luce su questa problematica proponendo qualche nuova prospettiva di studio. Annunziato Gentiluomo, dottore di ricerca in Scienze e Progetto della Comunicazione. Insegna Sociologia dell’Informazione e della Comunicazione alla SAA di Torino. Tra i suoi interessi di studio gli audience studies e la comunicazione sociale. È giornalista pubblicista, formatore e maestro di Reiki.
pagine: 280
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2126-2
data pubblicazione: Ottobre 2008
editore: Aracne
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