La ragione linguistica
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SINTESI
Una stagione, importante per gli studi linguistici, è delimitata dagli anni compresi tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX, quando in Europa si svolse un dibattito sul linguaggio, al quale parteciparono diversi pensatori europei. A favorire lo sviluppo del dibattito fu un gruppo di studiosi legato all’Académie royale des sciences et des belles–lettres di Berlino. Nel contesto di quegli anni, alcuni pensatori fecero oggetto di studio il linguaggio dal punto di vista della antropologia, che si andava elaborando sotto l’influenza della lezione kantiana. Più che rimettere in discussione l’eredità del passato, essi ripresero in gran parte le questioni linguistiche tradizionali, quasi a trarre dalla loro riproposta risposte ai nuovi problemi politici, oltre che culturali e religiosi, della coscienza europea. Di questa stagione, i tre testimoni più autorevoli furono Johann Georg Hamann (1730–1788), Johann Gottfried Herder (1744–1803) e Karl Wilhelm von Humboldt (1767–1835).Rocco Pititto insegna Filosofia del linguaggio, Teorie del linguaggio e della comunicazione e Filosofia della mente nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Tra le sue opere più recenti: La fede come passione. Wittgenstein e la religione (Cinesello Balsamo 1997); La comunicazione difficile. Psicopatologie del linguaggio e della comunicazione (Brescia 2001); Dentro il linguaggio. Pratiche linguistiche ed etica della comunicazione (Torino 2003); Ad Auschwitz Dio c’era. I credenti e la sfida del male (Roma 2005).
pagine: 272
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2007-4
data pubblicazione: Settembre 2008
editore: Aracne
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