Emarginati e integrati
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SINTESI
Da un pezzo, nell’ambito delle scienze dell’educazione, si è capito che la scuola emargina coloro che non accettano il suo gioco, o che non sono capaci di apprenderlo. Si è scoperto che la sua funzione è di modellare quelli che promuove, per renderli “deficienti” in maniera diversa ma forse ancora peggiore dei primi, conformandoli all’accettazione passiva e acritica dei valori che la società impone. A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento questa consapevolezza si era diffusa nell’opinione pubblica più evoluta. Il riflusso post–sessantottesco sembra averne cancellata ogni traccia. Quel riflusso continua, e — con l’approdo dei partiti sedicenti di sinistra e dei sin-dacati operai all’oligarchia, e con il loro asservimento ai padroni — è andato ben oltre la restaurazione delle condizioni precedenti al Sessantotto, fino a distruggere le conquiste civili del Sette–Ottocento. Perciò, si deve riparlare di come la scuola serva a conservare l'ignoranza, imponendo una forma moderna di superstizione, e di come occorra trovare un uso alternativo dell'insegnamento. Ecco perché il libro, uscito nel 1974 con il titolo La fabbrica del deficiente, è qui riproposto con minimi aggiornamenti.Graziano Cavallini è ordinario di Pedagogia generale all'Università statale di Milano. Già, in successione, maestro elementare, insegnante di lettere alle medie, supervisore dei corsi scolastici in un carcere minorile, direttore didattico, direttore della collana pedagogica “Il Puntoemme”; ha partecipato a ricerche sul condizionamento sociale del rendimento scolastico, e ha diretto sperimentazioni didattiche di compensazione degli svantaggi culturali. La maggior parte dei suoi libri, che sono anche quelli più recenti, sono pubblicati nelle edizioni Aracne.
pagine: 204
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-1753-1
data pubblicazione: Novembre 2008
editore: Aracne
SINTESI
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