La demenza vascolare: realtà cliniche, prospettive terapeutiche, identità biologiche
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SINTESI
Secondo la più comune classificazione NINDS–AIREN, si parla di demenza vascolare probabile quando vi è l’oggettività di un impairment cognitivo, che compromette le attività comuni del vivere sociale, con coesistenza di segni neurologici focali compatibili con una diagnosi di ischemia cerebrale, associata ad un’evidenza neuroradiologica e quando sia rispettato il nesso di correlazione temporale tra insorgenza di demenza e cerebro–vasculopatia. Sembra che il danno ipossico/ischemico/metabolico esteso alle porzioni encefaliche sottocorticali sottenda la caratteristica della demenza vascolare, che non è un unicum concettuale. Si riconoscono attualmente la demenza multi–infartuale, quella sottocorticale, quella da singoli infarti strategici. Tuttavia, uno dei cardini del NINDS–AIREN, delle alterazioni della sostanza bianca, unicamente presenti nella demenza vascolare, è stato smentito da recenti studi, in cui si è dimostrato un’alterazione evidente della sostanza bianca anche nella malattia di Alzheimer, a tal punto da poter far ipotizzare un trait–d’union fra le due vie etio–patogenetiche, sottintendenti la demenza vascolare e quella degenerativa. Recenti conclusioni hanno stabilito quali rischi di involuzione verso forme franche di Alzheimer, siano in realtà fattori di rischio vascolari: il repentino declino perfusionale cortico–cerebrale, l’ipertensione, l’iperlipidemia e il rischio di bassa portata. Il sovrapporsi e la possibile concomitanza della demenza degenerativa e di quella vascolare sono due realtà non solo non impossibili, ma anzi altamente probabili.Rita Moretti si è laureata in Medicina e chirurgia e si è specializzata in Neurologia presso l’Università di Trieste. Dal 2004 è ricercatore confermato presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Neurologia, ed esercita presso la Clinica Neurologica dell’Università di Trieste. Si occupa di patologie degenerative e di problemi cognitivi dell’adulto e dell’anziano. è autrice di numerose pubblicazioni e monografie, in Italia e all’estero, nel campo dei disturbi cognitivi.Paola Torre si è laureata in Medicina e chirurgia e si è specializzata in Neurologia presso l’Università di Padova. Dal 1980 è ricercatore confermato presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Neurologia, ed esercita presso la Clinica Neurologica dell’Università di Trieste. Si occupa di patologie degenerative dell’adulto e dell’anziano. è autrice di numerose pubblicazioni e monografie, in Italia e all’estero, nel campo dei disturbi cognitivi.Rodolfo M. Antonello si è laureato in Medicina e chirurgia e si è specializzato in Neurolopsichiatria presso l’Università di Padova. Dirigente di primo livello presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Neurologia, esercita presso la Clinica Neurologica dell’Università di Trieste. Nell’ambito della sua attività, si occupa di patologie degenerative dell’adulto e dell’anziano. è autore di numerose pubblicazioni e monografie, in Italia e all’estero.Gilberto Pizzolato si è laureato in Medicina e chirurgia e si è specializzato in Neurologia presso l’Università di Padova. Dal 2004 è direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Trieste. è autore di numerose pubblicazioni e monografie, in Italia e all’estero.
pagine: 184
formato: 21 x 29,7
ISBN: 978-88-548-1461-5
data pubblicazione: Novembre 2007
editore: Aracne
SINTESI
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