Il bene e l’apparenza
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SINTESI
In che misura il confronto con l’approccio “greco” al mondo morale può contribuire al dibattito contemporaneo sulla natura della razionalità impegnata nella sfera dell’azione? Gli studi aristotelici del primo Heidegger, la riflessione di Gadamer sull’ermeneutica come filosofia pratica e la discussione sulla “riabilitazione di Aristotele” costituiscono le principali tappe attraverso cui il corpus etico–politico dello Stagirita si è imposto come imprescindibile terreno di confronto per ogni successiva discussione sul significato e sui limiti della morale. Tuttavia, nonostante il valore dei suoi protagonisti, il dibattito sviluppatosi negli ultimi decenni non sembra essere riuscito nell’intento di fornire una credibile alternativa al perdurante dominio del modello normativista. Questo libro, soprattutto attraverso l’interpretazione del concetto aristotelico di amicizia, si propone di riconsiderare il rapporto, potenzialmente sempre conflittuale, fra il libero esercizio dell’azione e l’universo delle norme codificate nell’ethos di appartenenza, cercando di valorizzare un presupposto che caratterizza tutta l’esperienza morale greca: la virtù si raggiunge, si rivela e si misura soltanto nella sfera dell’apparenza.Giovanni Pellegrini (1969) è dottore di ricerca in Filosofia. Oltre a diversi articoli, contributi e traduzioni ha pubblicato il volume La legittimazione di sé. Kafka interprete di Kierkegaard (Torino, Trauben, 2001). Insegna Filosofia presso il Liceo Classico “Maria Luigia” di Parma e collabora con la cattedra di Ermeneutica Filosofica dell’Università di Roma II.
pagine: 332
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-1440-0
data pubblicazione: Dicembre 2007
editore: Aracne
SINTESI
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