La lingua del diritto: proposta di classificazione di una varietà dell’italiano
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SINTESI
Il ruolo centrale riservato alla lingua dall’azione e dalla speculazione in campo giuridico è ben noto: in genere lo si sottolinea affermando che “il diritto è fatto di lingua”. Tuttavia la varietà giuridica presenta confini più permeabili e meno netti rispetto ad altre lingue speciali e, al di là di una diffusa attenzione per i fatti di registro, gli studiosi hanno spesso incontrato difficoltà nell’assegnare una giustificazione funzionale ai tratti di superficie. Questo volume si propone di fare il punto della situazione e di passare in rassegna le osservazioni prodotte non solo dagli operatori del diritto e dai linguisti, ma anche dai “filosofi”, cioè da chi si è più strettamente occupato degli aspetti pragmalinguistici. È infatti la natura rituale della situazione in cui vengono pronunciati certi enunciati che permette di assegnarli al dominio del diritto, inteso come creazione, interpretazione e — soprattutto — applicazione della legge nel senso più ampio dei termini.Stefano Ondelli è ricercatore di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Scienze del linguaggio, dell’interpretazione e della traduzione dell’Università di Trieste. Si è occupato di italiano L2, della produzione linguistica di interpreti e traduttori, dell’italiano giuridico–burocratico e delle istituzioni europee, della lingua dei giornali e dei problemi legati alla scrittura professionale.
pagine: 152
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-1335-9
data pubblicazione: Settembre 2007
editore: Aracne
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