Il rosso e il nero e la rivoluzione della modernità
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SINTESI
La rivoluzione islamica del 1979 ha “capovolto” le sorti di un paese che si avviava verso una travagliata, ma effettiva, modernizzazione di stampo occidentale. Circa vent’anni dopo, la vittoria elettorale del riformista Khatami ha avviato un processo inverso che ha risvegliato la società civile iraniana, che vorrebbe oggi “capovolgere” e sovvertire il rigido ordine fondato sul sistema teocratico. Mentre “soffiano venti di guerra” sull’Iran dell’ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, artisti e intellettuali invocano un nuovo “capovolgimento” pacifico e non eterodiretto. Al di là delle fuorvianti semplificazioni dei mass media, Andrea Duranti propone un momento di riflessione sulla storia, la politica, la società e soprattutto il pensiero, poco noto al grande pubblico, dell’Iran contemporaneo, dall’alba del XX secolo ai giorni nostri, al fine di offrire le chiavi di lettura necessarie per andare al cuore di una realtà complessa e straordinariamente attuale.Andrea Duranti è laureato, magna cum laude, in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Cagliari, dove svolge attività di ricerca in qualità di dottorando in “Storia, Ist. e Rel. Internazionali dell’Asia e dell’Africa Mod. e Cont.”. È autore di numerosi articoli scientifici sul mondo musulmano, gli studi di genere e la letteratura comparata e ha curato l’edizione italiana di “Dinamite dello spirito. Martirio, Islam e nichilismo” di Navid Kermani (Aquilegia).
pagine: 332
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-1217-8
data pubblicazione: Giugno 2007
editore: Aracne
SINTESI
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