Marcel Duchamp
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SINTESI
La scomparsa delle frontiere tra il naturale e l’artificiale comporta l’idea che tutto ciò che è appare e scompare secondo la volontà del fabbricante, del tecnico, il vero demiurgo dell’epoca moderna. La prospettiva che Duchamp assume tradisce una convinzione opposta. Egli sa, come ogni grande artista, che è proprio il reale ciò che non esiste nel pensiero. La sua natura è di essere ciò che è, indipendentemente dall’intelletto che lo pensa. L’arte si riappropria di ciò che duecento anni di pensiero filosofico aveva messo in secondo piano: la presenza reale. L’artista è il sapiente e la sapienza consiste nel gustare, nell’assaporare la consistenza delle cose. Solo partendo dalle cose e tornando alle cose, si è al riparo dal nichilismo che travolge; l’opera d’arte, nel senso inteso da Duchamp, è il più alto grido di adesione al reale che il novecento abbia emesso.Davide Cosmello (Genova, 1967) dopo aver conseguito il dottorato in Filosofia teoretica ed in Storia della filosofia, svolge attività di ricerca presso la cattedra di Estetica della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Genova ed è membro della SIE, Società Italiana di Estetica. La ricerca sui fondamenti della pittura contemporanea, di cui fa parte quest’ultimo lavoro, è iniziata col saggio Marcel Duchamp e l’intuizione ideativi, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2001.
pagine: 128
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-1200-0
data pubblicazione: Luglio 2007
editore: Aracne
SINTESI
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