Corpi migranti tra le sponde delle lingue
Uno studio su tre autrici anglofone del mondo arabo
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SINTESI
Negli ultimi decenni, gli studi postcoloniali si sono affermati proponendo con urgenza la necessità di rileggere e riconfigurare la linearità del pensiero moderno occidentale. Le prospettive dell’altrove, gli sguardi obliqui rivolti al cosiddetto “centro” interrompono tale linearità mettendo in moto un’erranza di corpi e di voci che dalla “periferia” dell’impero euroamericano ne riscrive i linguaggi, le storie e le lingue. La lettura di tale erranza di voci e significati si snoda, in questo lavoro, a partire dalla rappresentazione del corpo in tre scrittrici: Ahdaf Soueif (angloegiziana), Fadia Faqir (anglogiordana), Diana Abu–Jaber (giordanoamericana). Seguendo i diversi percorsi di traduzione culturale che queste autrici inscrivono sul terreno instabile della postcolonialità, il corpo stesso diventa luogo di traduzione culturale e negoziazione identitaria e, insieme, sito di testimonianza del trauma della dislocazione.Marta Cariello svolge attività di ricerca nel campo della letteratura anglofona postcoloniale, con particolare riferimento alla scrittura di donne arabe anglofone. Lavora e insegna presso il Dipartimento di Studi Americani, Culturali e Linguistici dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Ha inoltre pubblicato su Edward Said e il dibattito arabo-americano dopo l’11 settembre 2001, sul concetto di traduzione culturale e sul rapporto tra il pensiero di Antonio Gramsci e quello di Edward Said.
pagine: 168
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ISBN: 978-88-548-0777-8
data pubblicazione: Ottobre 2006
editore: Aracne
SINTESI
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