Prometeo inquieto
Trieste 1855-1937. L’economia, la povertà e la modernità oltre l’immagine della letteratura
19,00 €
11,4 €
     
SINTESI
Il volume consiste di una densa introduzione, quattro capitoli, di cui i primi tre rispecchiano cronologicamente l’evoluzione dell’economia di Trieste (1855–1890, 1891–1913, 1914–1922) e il quarto il cambio radicale dei sistemi di assistenza (1922–1937), e una breve conclusione. Si tratta di un’indagine di largo impianto e di riflessione a livello teorico, che si basa su una ricerca eccezionalmente vasta di documentazione, di atti ufficiali, fonti quantitative, bollettini, giornali, pubblicistica contemporanea e soprattutto d’archivio, sia ufficiale sia di fondi in gran parte finora poco o affatto esplorati. Scartabellati tiene sempre presente gli studi scientifici e il dibattito più generale da una parte di storia economica, in particolare sull’industrializzazione, dall’altra di scienze sociali sulla povertà, e dimostra una grande maturità nella sua capacità di elaborare il materiale raccolto. Ciascun capitolo inizia con una descrizione dell’economia cittadina nel contesto del periodo esaminato, una disamina demografica e del mercato del lavoro come condizioni strutturanti della povertà, seguita da una particolareggiata discussione dell’igiene, della casa e dell’alimentazione, e infine un’analisi della percezione della povertà da parte delle élite e delle politiche e forme istituzionali dell’assistenza delle autorità municipali e statali, con qualche accenno alle pratiche di beneficenza delle cittadine private. Le scelte delle fonti e delle periodizzazioni effettivamente permettono di mettere in rilievo — proprio per la relativa longue durée del periodo studiato — la dinamicità delle successive risposte fornite dalle amministrazioni comunali alla povertà urbana di dimensioni crescenti che ha accompagnato l’evoluzione economica e l’immigrazione sia dalle campagne sia di profughi in transito nella città dall’Europa orientale. Particolarmente riuscite sono le analisi della particolarità di Trieste rispetto ad altre grandi città, sia come porto di transito sia nel rapporto tra nodo urbano e campagna, e della sensibilità sociale delle autorità della Trieste asburgica nella Belle Époque (1890–1914). (Stuart J. Woolf)

Andrea Scartabellati (Crema, 1971) si occupa di storia della follia e della povertà. Ha pubblicato saggi nella «Rivista Sperimentale di Freniatria», nell’«Archivio Trentino», in «Teorie e Modelli» e nelle riviste telematiche «DEP. Deportate, esuli, profughe» e «Frenis Zero. Scienze della Mente, Filosofia, Psicoterapia e Creatività». È autore delle monografie L’umanità inutile. La “questione follia” in Italia tra fine Ottocento e inizio Novecento e il caso del Manicomio Provinciale di Cremona (Franco Angeli, Milano 2001) e Intellettuali nel conflitto. Alienisti e patologie attraverso la Grande Guerra (1909–1921) (Edizioni Goliardiche, Bagnaria Arsa [Ud]–Urbino 2003).
pagine: 312
formato: 21 x 29,7
ISBN: 978-88-548-0772-3
data pubblicazione: Ottobre 2006
editore: Aracne
SINTESI
Informativa      Aracneeditrice.it si avvale di cookie, anche di terze parti, per offrirti il migliore servizio possibile. Cliccando 'Accetto' o continuando la navigazione ne acconsenti l'utilizzo. Per saperne di più
Accetto