Cecilio di Calatte
Frammenti di critica letteraria, retorica e storiografia
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SINTESI
Cecilio di Calatte, maestro di retorica nella Roma dell’età augustea, fu intellettuale dai molteplici interessi. Intimo amico di Dionigi di Alicarnasso, con lui condivise la passione per la critica letteraria e la storiografia. Primo autore di una monografia dedicata al Sublime e di numerosissime altre opere (andate tutte quante perse), rivestì un ruolo chiave nell’elaborazione della teoria retorica dell’epoca e non solo; ne è prova il fatto che a lui fecero riferimento, tra gli altri, sia Dionigi Longino, nel suo trattato Sul sublime, sia in seguito Quintiliano e Tiberio. Da ciò possiamo dedurre che, per almeno tre secoli, la fortuna degli scritti ceciliani rimase intatta. Nonostante la grave perdita costituita dal naufragio della pur ampia produzione bibliografica del retore di Calatte, la tradizione indiretta ci ha tuttavia permesso di conoscerne l’ingegno versatile e rigoroso. Fervido atticista, Cecilio fu sempre cultore della parola elegante e raffinata.

Prefazione di Elisabetta Matelli.


Irene Augello, nata a Milano nel 1980, si è laureata in Storia della retorica classica presso la Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Milano. Professoressa di Lettere, dopo la laurea ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento secondario, proseguendo contemporaneamente nell’attività di ricerca. È alla sua prima pubblicazione.
pagine: 244
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0752-5
data pubblicazione: Ottobre 2006
editore: Aracne
SINTESI
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