L’intertestualità nel Morgante di Luigi Pulci
Dante, Petrarca, Boccaccio
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SINTESI
Questo lavoro, nato come tesi di dottorato, si propone di studiare l’intertestualità come strumento poetico e creativo per Luigi Pulci partendo dall’osservazione di un fenomeno piuttosto massiccio all’interno del Morgante: la ripresa e rielaborazione di testi letterari appartenenti alla grande tradizione trecentesca toscana, da Dante a Petrarca a Boccaccio. Ne risulta la ricostruzione accurata, condotta con rigore metodologico e grande sensibilità ermeneutica, di un disegno articolato e ambizioso, che mostra al lettore l’abilità del Pulci nel maneggiare, smontare, riorchestrare, convogliare a nuovi sensi i diversi materiali prelevati dalle opere del passato. La rassegna delle citazioni e delle riprese, esplicite o criptiche, e l’interpretazione dei dati raccolti forniscono una nuova chiave di lettura del poema del Pulci, mostrandone la sorprendente modernità. L’autore è sottratto definitivamente al tradizionale ambito di una tecnica compositiva semipopolare e restituito a un’interazione colta e raffinata con la tradizione letteraria.

Caterina Marinucci, dottore di ricerca in Letteratura italiana, è nata a Roma nel 1975. Oltre che di letteratura medievale, si è occupata della poesia del Novecento, in particolare dell’opera di Bertolucci. Al poeta di Parma ha dedicato una monografia (Attilio Bertolucci. Il divino egoista, Aracne, Roma 2004) che è stata insignita nel 2005 del Premio Internazionale di Critica letteraria «Attilio Bertolucci». È studiosa dell’opera di Giovanni Pascoli cui ha dedicato vari saggi di impostazione filologica e critica.
pagine: 228
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0715-0
data pubblicazione: Agosto 2006
editore: Aracne
SINTESI
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