Storia e vita nella Berlino di Ingeborg Drewitz
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SINTESI
Ancora sconosciuta in Italia, generalmente ignorata dai manuali di storia della letteratura, la scrittrice berlinese Ingeborg Drewitz (1923–1986) è una delle voci più toccanti della letteratura tedesca del Novecento. Docente, giornalista, scrittrice, è stata infaticabile promotrice di molte iniziative intese a preservare dalla rigida censura o dalla supponente dimenticanza non solo la letteratura tedesca della ex–DDR, ma anche l’attività di scrittori emarginati, tedeschi, cecoslovacchi, turchi. Nei suoi romanzi, sullo sfondo degli avvenimenti che hanno segnato il Novecento, la Drewitz si è fatta portavoce attenta e sensibile di chi più ha sofferto, non solo al fronte, ma anche nella disperata vicenda quotidiana. Punto di osservazione speciale, indomabile epicentro dello scatenarsi di ogni violenza è Berlino, sua città natale, grandiosa o distrutta, arrogante o ammutolita, sempre pronta a rinascere più affascinante, più irresistibile che mai.Franca Belski è docente di Letteratura tedesca presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e di Letterature Straniere dell’Università Cattolica di Milano. Ha rivolto i propri studi all’area tedesca medievale, alla ricezione letteraria e alla letteratura del Novecento. Tra gli ultimi lavori figurano Günther Grass in Italia: la ricezione della “Trilogia di Danzica” (Penne, 2003); Bonaventura Tecchi e le Novelle goethiane (Milano, 2003).
pagine: 384
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0527-9
data pubblicazione: Maggio 2006
editore: Aracne
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