Letteratura, arte e musica alla corte romana di Cristina di Svezia
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SINTESI
Atti del Convegno di Studi (Roma, Lumsa, 4 novembre 2003). A cura di Rossana Maria Caira e Stefano Fogelberg Rota.

Personaggio quanto mai estroverso, eccentrico, moderno rispetto alla società contemporanea, Cristina divenne un'icona della cultura secentesca. Intelligenza e anticonformismo si univano a una formazione culturale simile a quella di molti principi suoi contemporanei.
Il livello culturale della corte di Stoccolma, negli anni del regno di Cristina, è paragonabile a quello di molte corti europee dell'epoca. Dire che Cristina fa parte di quella cultura cortigiana, esemplata sui modelli rinascimentali italiani, non significa diminuire la portata della sua cultura e del suo impegno intellettuale ma, piuttosto, riconoscerle l'adesione a dei modelli entrati nel canone intellettuale europeo. Si è parlato troppo e in maniera imprecisa dell'interesse della Regina nel fondare un'accademia e dei rapporti, veri o presunti, della sua Accademia romana con quella dell'Arcadia. La realtà è che l'istituzione accademica rientrava nel progetto culturale degli intellettuali di quei secoli e finiva con l'essere un contenitore aperto a molteplici esperienze. La Regina, già dalla Svezia, aveva mostrato interesse per il mondo classico, per i reperti archeologici e la pittura italiana; e queste passioni sviluppò a Roma, anche a contatto di artisti come Bernini e di collezionisti come il cardinale Azzolino.
Un personaggio che gli studiosi a noi contemporanei hanno contribuito a definire meglio, mettendone in luce la capacità di promotrice di cultura, accantonando l'immagine di una regina dedita solo agli intrighi politici e amorosi. Infatti, se esiste nel personaggio una componente eccentrica, questa non ci impedisce di aver presenti i meriti di Cristina di Svezia che è stata capace di proporsi ai suoi contemporanei come modello intellettuale.
I saggi, raccolti in questo volume, vogliono offrire un ritratto della Regina che tenga conto della complessità del personaggio alla luce della più recente bibliografia e stabilisca un collegamento tra gli anni svedesi e quelli romani.

Rossana Maria Caira è professore associato di Letteratura italiana presso la Libera Università "Maria Ss. Assunta" (LUMSA) di Roma. Ha pubblicato: Il giornale di mia Zia di Caterina Percoto (1984); Le umili operaie. Lettere di Luigia Codemo e Caterina Percoto; La cultura dei Lumi tra Italia e Svezia. Il ruolo di Francesco Piranesi. Ha ripubblicato la Lettera di F. Piranesi al Signor Generale D. Giovanni Acton di Vincenzo Monti, e curato l'edizione di un oratorio di Giuseppe Baretti, The "Carmen Seculare" of Horace (1994).

Stefano Fogelberg Rota è dottorando presso il Dipartimento di Letteratura Comparata dell'Università di Stoccolma. La sua tesi verterà su Cristina di Svezia e l'Arcadia.
pagine: 254
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0390-9
data pubblicazione: Dicembre 2005
editore: Aracne
SINTESI
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