“Per l’orme impresse” da Ariosto
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SINTESI
Bernardo Tasso (1493–1569), personaggio riscoperto negli ultimi anni come poeta lirico e scrittore epistolare, è innanzitutto l’autore di un poema cavalleresco che lo impegnò per circa un ventennio, l’Amadigi (1560). In questo lavoro si sottolinea il ruolo storicamente rilevante dell’opera tassiana nella stagione mediocinquecentesca degli sperimentalismi epici: esempio interessante — nell’osmosi costante fra dialettica epistolare ed elaborazione del poema — del fenomeno di interazione fra teoria e prassi poetica, l’Amadigi, nel ricorso a tecniche compositive miste e a tipologie narrative contaminate da varie fonti, preserva e al tempo stesso snatura la varietas cavalleresca di ispirazione ariostesca, testimoniando il trapasso, non indolore, dal racconto di “cavallerie” alla narrazione grave dell’epica eroica. L’appendice al volume raccoglie indici riassuntivi degli argomenti dei canti, dei personaggi e delle tipologie narrative del poema.Mariacristina Mastrototaro, laureata in Lettere e dottore di ricerca in Italianistica, si occupa di letteratura italiana fra Quattro e Seicento, con particolare riguardo agli aspetti stilistici e linguistici dei testi. La sua attività accademica è attualmente incentrata sulle applicazioni della lessicografia computazionale a corpora testuali del xvii secolo.In copertina:Joseph Paul Blanc (1846-1904), La Délivrance: Roger et Angélique, 1876, olio su telaLille, Palais des Beaux-Arts© Photo Lauros–Giraudon / The Bridgeman Art Library
pagine: 340
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0349-7
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
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