L’innovazione in Urbanistica tra ricerca e formazione
L’Area Metropolitana di Roma: la dimensione della complessità come campo di sperimentazione di strategie innovative
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SINTESI
Nella sfera della disciplina urbanistica ci troviamo attualmente di fronte a una duplice visione del “governo del territorio”. Da un lato, nella pratica, sembra prevalere un modello operativo basato su una generica deregulation e sullo sviluppo della città e del territorio per parti e per settori, secondo la logica dell’emergenza permanente. Dall’altro, le politiche di riforma avviate già a partire dai primi anni Novanta danno una crescente centralità alle problematiche di connessione fra strumenti programmatori e trasformazioni territoriali. In questa particolare fase storica, caratterizzata oltretutto da un sempre maggior interesse per l’evoluzione e l’innovazione della disciplina, nonché da un forte mutamento dei processi di trasformazione del territorio, ci sembra che diventi sempre maggiormente propedeutico riesaminare “i problemi della pianificazione istituzionale, cioè della formazione e dell’attuazione dei piani finalizzati al governo del territorio da parte delle autorità istituzionalmente competenti”. Per tale motivo si è ritenuto indispensabile riflettere sulle strategie innovative (soprattutto su quelle frutto di ricerche universitarie) in grado di coniugare le inarrestabili trasformazioni “indotte” del territorio con la necessità di costruire un funzionale modello spaziale di riferimento. A partire dalla coinvolgente complessità dell’area metropolitana di Roma si propone la sperimentazione di nuove metodologie e di nuove teorie per il controllo delle trasformazioni spaziali, cercando, altresì, di sottolineare i nuovi paradigmi interpretativi per la definizione della dimensione morfologica e funzionale del territorio, nonché di identificare strumenti strategici, generali e di settore. Uno sguardo è andato anche ad alcuni programmi di iniziativa comunitaria (Urban II) e a strumenti istituzionalizzati a raggio più ridotto (Programmi di Quartiere). Le conclusioni non sono, certo, di facile interpretazione: non è possibile arrivare a un manuale delle “buone pratiche” — e non è intendimento di questo lavoro — ma sicuramente è possibile cogliere, dalla grande ricchezza di approfondimenti e di proposizioni, dovuta non solo alla molteplicità degli aspetti presi in esame ma anche ai diversi punti di vista utilizzati, buoni spunti per una riflessione costruttiva per nuovi scenari teorici.
pagine: 256
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0261-2
data pubblicazione: Luglio 2005
editore: Aracne
SINTESI
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