Teorie del giudizio
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SINTESI
La riflessione sulla struttura e sui momenti costitutivi del giudizio, più precisamente del discorso apofantico — la forma proposizionale “S è P” — rappresenta, a partire da Aristotele, un momento fondamentale della riflessione filosofica, tanto che si potrebbe dire con diritto che ogni ontologia, ogni metafisica, ogni teoria della conoscenza trova il suo senso più profondo in una particolare concezione del giudizio. Sullo sfondo della teoria aristotelica, Kant, Hegel, Husserl e Heidegger hanno diversamente inteso il giudizio e la sua capacità di esprimere la verità, lasciandosi però guidare da una domanda comune, quella che Kant formulava nei termini seguenti: «Che cos’è qui l’incognita x, su cui si appoggia l’intelletto, quando crede di trovar fuori del concetto A un predicato B, ad esso estraneo, e che, ciò malgrado, stima con esso congiunto?». Gaetano Chiurazzi è ricercatore di Filosofia teoretica all’Università di Torino. È autore di quattro monografie: Scrittura e tecnica. Derrida e la metafisica (Rosenberg & Sellier, Torino 1992); Hegel, Heidegger e la grammatica dell’essere (Laterza, Roma–Bari 1996); Il postmoderno (Paravia, Torino 1997; II ediz. Bruno Mondadori, Milano 2002); Modalità ed esistenza (Trauben, Torino 2001), e di vari saggi pubblicati in riviste nazionali e internazionali.
pagine: 140
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-0249-0
data pubblicazione: Ottobre 2005
editore: Aracne
SINTESI
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