Società, religione e politica nell’Irlanda del Settecento
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SINTESI
Il volume raccoglie sette saggi che affrontano, da prospettive diverse, la questione irlandese nel periodo che va dalla “Gloriosa rivoluzione” all’Atto di Unione del 1800. Dopo il 1689 la minoranza protestante stabilì gli assetti istituzionali che concorsero a mantenere divisi protestanti, cattolici e presbiteriani. La prima parte del testo indaga il modo in cui i tre gruppi percepirono e rappresentarono la loro identità e le dinamiche che regolarono l’ostile convivenza dei popoli d’Irlanda. La seconda sezione discute, sullo sfondo dell’intransigenza politica e religiosa della società irlandese, la genesi e lo sviluppo del dibattito sulla tolleranza e la libertà di coscienza, che coinvolse protestanti e presbiteriani, e individua per ognuno dei due gruppi ragioni ed esiti sensibilmente differenti. Gli ultimi capitoli analizzano il progetto degli United Irishmen di trasformare protestanti, cattolici e presbiteriani in un popolo, superando i pregiudizi e le divisioni fra irlandesi. Un tentativo a cui l’Irlanda guarda ancora oggi con ammirazione.Manuela Ceretta è ricercatrice di Storia del pensiero politico presso l’Università di Torino. Ha pubblicato una monografia su Nazione e popolo nella rivoluzione irlandese. Gli United Irishmen 1791-1801 (1999) e vari interventi sulle distopie americane e inglesi. Ha curato un volume su La storia del pensiero politico come formazione permanente (2001), una raccolta di saggi di Mirella Larizza su Fourier (2002) e un’opera su Bonapartismo, cesarismo e crisi della società (2003).
pagine: 184
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0153-0
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
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