Terre di vulcani
Miti, linguaggi, paure, rischi
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SINTESI
La letteratura, come l’arte, trasmette immagini capaci di sopravanzare la memoria storica. Gli eventi, invece, pur se catastrofici, progressivamente tendono a sfumare nel ricordo degli uomini. Così la potenza evocatrice dell’immagine pittorica e il canto del poeta, al di là di ogni immediatezza, preservano ricordi incancellabili. Il vulcano: terribile “montagna di fuoco” che sputa sangue e provoca distruzione, dopo la catastrofe, in breve, assume le sembianze della “montagna urbana”, sito privilegiato che evoca scenari d’incanto. Ma la consapevolezza del rischio, se sottovalutata, attenua la domanda di interventi che, oltre l’emergenza, possa garantire sicurezza. Allora, quale prevenzione, quali politiche attuare? Questo volume raccoglie i contributi di studiosi di scienza geografica, invitati dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’ateneo federiciano, insieme a letterati, artisti, naturalisti, per “riflettere intorno al rischio” attraverso aspetti della società e dell’organizzazione territoriale dei due ambiti italiani maggiormente esposti: l’area vesuviana e quella etnea.Tullio D’Aponte, professore ordinario di Pianificazione e organizzazione del territorio, preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli “Federico II” tra il 1997 e il 2004, è attualmente direttore del Dipartimento di Analisi delle Dinamiche Ambientali e Territoriali della suddetta università. Insegna anche Geopolitica economica nell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e nell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.
pagine: 332
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-0142-4
data pubblicazione: Aprile 2005
editore: Aracne
SINTESI
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