Dispatrie lettere
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SINTESI
L’aggettivo “italiana”, per la nostra letteratura, è stato (e in parte è ancora) ben più che un attributo denotativo, essendole stata assegnata dalle classi dirigenti e dal ceto intellettuale egemone, già all’indomani dell’unità d’Italia, quella funzione determinante e centrale nella costruzione dell’identità nazionale. Una funzione identitaria non dissimile da quella attribuita alla letteratura nazionale, inoltre, è stata imposta alla produzione narrativa e lirica della Sicilia della Nuova Italia. Anche sulla scorta di queste premesse si è analizzata, in queste pagine, la figura e l’opera dell’illuminista palermitano Francesco Paolo Di Blasi, si è riletta l’operetta morale Il Parini ovvero della gloria per una rivalutazione del Leopardi teorico della letteratura e critico della cultura, si è provato a verificare la fondatezza di un’interpretazione delle Avventure di Pinocchio quale paradigma dell’italianità. Prendendo in prestito un’efficace neologismo coniato da Luigi Meneghello, è forse possibile ripensare “dispatrie” le nostre lettere, per provare a liberarle dai gravami che ne hanno condizionato la ricezione.Matteo Di Gesù (Palermo, 1971), dottore di ricerca in Italianistica, è docente a contratto di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, nella quale tiene anche laboratori di Scrittura italiana. Scrive per la terza pagina di «Liberazione», per l’edizione palermitana de «La Repubblica», per «Giudizio universale» e collabora con varie riviste. Autore di diversi saggi, ha pubblicato, tra l’altro: La tradizione del postmoderno. Studi di letteratura italiana (2003) e Palinsesti del moderno. Canoni, generi, forme dopo la modernità (2005).
pagine: 96
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-0112-7
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
SINTESI
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