La voce dell’immagine
Parola poetica e arti visive nei Neue Gedichte di Rilke
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Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
     
SINTESI
Nei primi anni del Novecento, durante un lungo e sconvolgente periodo di soggiorno a Parigi, un irrequieto e insoddisfatto Rilke decide di tuffarsi anima e corpo in un faticoso e radicale lavoro di rinnovamento della propria poesia, determinato a creare una lingua il più possibile esente da qualsiasi ingerenza soggettiva dell’autore e in grado invece di diventare puro mezzo di rivelazione della natura delle cose, esattamente allo stesso modo della “lingua” che negli stessi anni il poeta riconosce all’opera nella nuova arte di maestri come Rodin e Cézanne. La conquista poetica resa possibile dall’avido apprendistato di Rilke presso il modello dell’arte visiva sarà quella di una parola che non mira più soltanto a far vibrare le corde di uno strumento per affermare un formidabile talento apollineo, quanto piuttosto a farsi autentica traduttrice dell’invisibile in canto, luogo di concentrazione e trasformazione di immagini dense in altre immagini e in nuovi effetti di senso. L’opera di Rilke offre una straordinaria occasione per riflettere sulla natura della poesia e dell’immagine, sui rapporti tra figure dell’arte, passioni umane e cose del mondo, sulla dialettica paradossale tra esterno e interno, visibile e invisibile, nonché sul ruolo che sempre più nitidamente viene ad assumere il corpo al centro di tutto questo: corpo–immagine e in virtù di ciò irrinunciabilmente corpo–poeta, sorgente e garante della vita inesauribile del senso.
pagine: 176
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-255-0973-1
data pubblicazione: Maggio 2018
editore: Aracne
collana: I saggi di Lexia | 27
SINTESI
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