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Tirocini


Tirocini di inserimento o reinserimento finalizzati alla riabilitazione e all’inclusione sociale.


 

I tirocini sono attivati su indicazione del CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati attraverso l’Associazione Per Formare: soggetto promotore, in ossequio alla disposizioni normative regionali del Lazio.

 

Regione Lazio. Giunta regionale. Deliberazione n. 511 del 30/12/2013.

1. Disposizioni generali
1. I tirocini di inserimento o reinserimento finalizzati alla riabilitazione e all’inclusione sociale non configurano un rapporto di lavoro.
2. I soggetti destinatari di tali tipologie di tirocinio sono:
a) i soggetti con disabilità non inseriti nelle convenzioni del collocamento mirato ai sensi della
legge 12 marzo 1999, n. 68 e s.m.i.;
b) i soggetti svantaggiati ai sensi dell’art. 4, co. 1, legge 8 novembre 1991, n. 381;
c) i soggetti inseriti nei programmi di assistenza ai sensi dell’art. 13 legge 11 agosto 2003, n. 228 a favore delle vittime di tratta;
d) i soggetti inseriti nei programmi di assistenza e integrazione sociale ai sensi dell’art. 18 decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 a favore di vittime di violenza e di grave sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali;
e) i soggetti titolari di permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari di cui all’articolo 5, co. 6, decreto legislativo n. 286/1998;
) i richiedenti protezione internazionale e i titolari di status di rifugiato e [i titolari] di protezione sussidiaria di cui all’art. 2, lett. e) e g), decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;
g) i richiedenti asilo come definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 2004, n. 303.
3. I soggetti di cui al co. 2, al momento di attivazione del tirocinio, devono:
a) essere già in carico al servizio pubblico, il quale valutate le condizioni del soggetto, attesti che il raggiungimento della riabilitazione e dell’inclusione sociale può avvenire anche attraverso l’inserimento in contesti lavorativi;
b) non svolgere un tirocinio previsto dalla DGR n. 199/2013 e non avere un rapporto di lavoro;
4. Il servizio pubblico di cui al co. 3, è regolato dal sistema integrato di interventi e servizi sociali ai sensi della legge regionale 14 luglio 1983, n. 49, dell’art. 22 legge 8 novembre 2000, n. 328 e/o delle disposizione regionali in vigore.

4. Durata e proroga dei tirocini
1. I tirocini di inserimento o reinserimento finalizzati all’inclusione sociale hanno una durata:
a) non superiore ai dodici mesi per i soggetti di cui all’art. 1, co. 2, lett. b), c), d) e), ), g), prorogabili per ulteriori 12 mesi.
b) non superiore ai ventiquattro mesi per i soggetti di cui all’art. 1, co. 2, lett. a), prorogabili per ulteriori 36 mesi.
2. La durata dei tirocini di inserimento o reinserimento dei soggetti di cui all’art. 1, co. 2, lett. b) finalizzati alla riabilitazione e già presi in carico dal Dipartimento di salute mentale ai sensi dalla legge regionale n. 49/1983 e s.m.i. è stabilita dal piano di recupero terapeutico.
3. Al fine di combattere l’abuso del tirocinio di inserimento e reinserimento finalizzato alla riabilitazione e all’inclusione sociale la proroga dell’esperienza di tirocinio è ammessa solo qualora il servizio pubblico valuti che essa sia necessaria al fine dell’inclusione sociale e della riabilitazione.
4. I tirocinanti non devono essere iscritti come disoccupati al centro per l’impiego nell’ipotesi di eventuale proroga dell’esperienza di tirocinio.
5. Il tirocinante ha diritto ad una sospensione del tirocinio per maternità, malattia lunga, intendendosi per tale quella che si protrae per una durata pari o superiore ad un terzo del tirocinio. Il periodo di sospensione non concorre al computo della durata complessiva del tirocinio secondo i limiti massimi precedentemente indicati. Al termine del periodo di sospensione il soggetto promotore, il servizio pubblico, il soggetto ospitante e il tirocinante, di comune accordo possono valutare l’eventuale interruzione del tirocinio, considerata la capacità del soggetto ospitante e del tirocinante di portare a compimento quanto indicato nel progetto formativo/inserimento di cui all’art. 5, co. 3.

6. Limiti numerici
1. I tirocini ai sensi dell’art. 1, co. 1, non sono soggetti a limiti numerici e non concorrono al computo dei limiti quantitativi di cui all’art. 7 dell’allegato A della DGR n. 199/2013.
 
7. Garanzie assicurative
1. Il soggetto promotore è tenuto a garantire, salvo diverse disposizioni nella convenzione di cui all’art. 5, co. 1, il rispetto dellobbligo assicurativo per il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL, oltre che per la responsabilità civile verso i terzi con idonea compagnia assicuratrice.
2. Nel caso in cui il soggetto promotore sia una pubblica amministrazione, nelle relative convenzioni sono definite le modalità attraverso le quali il soggetto ospitante può eventualmente assumere a proprio carico l’onere delle coperture assicurative.
3. La Regione, nei limiti dello stanziamento annuale di bilancio, può assumere a proprio carico la spesa relativa alla polizza assicurativa INAIL e quella relativa all’assicurazione civile per danni contro terzi.
4. La copertura assicurativa deve comprendere anche eventuali attività svolte dal tirocinante al di fuori dell’azienda o amministrazione pubblica, rientranti nel progetto formativo/inserimento.
 
12. Indennità di partecipazione
1. Al tirocinante può essere corrisposta unindennità per la partecipazione al tirocinio che deve essere indicata nel progetto di inserimento/formativo.
2. Nel caso di tirocinanti di cui all’art. 1, co. 2, la Regione può corrispondere, nei limiti dello stanziamento annuale di bilancio, un’indennità cui al co. 1, eventualmente integrabile, da parte di altri soggetti. La Regione può definire ulteriori modalità di sostegno per i tirocini, fermo restando quanto previsto dall’art. 7, co. 3.
3. L’eventuale indennità corrisposta al tirocinante è considerata ai fini fiscali secondo le disposizioni vigenti in materia.
4. L’eventuale indennità corrisposta al tirocinante è esente ai fini fiscali, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 601 art. 34 co. 3, quando proviene dalle provvidenze economiche concesse ai sensi del regolamento n. 1/2000 della Regione Lazio.
5. L’indennità non comporta la perdita dello stato di disoccupazione eventualmente posseduto dal tirocinante, stante la non configurabilità della partecipazione al tirocinio quale attività lavorativa, salvo quanto previsto dall’art. 4, co. 4.
6. Sono altresì applicabili le previsioni generali in materia di sanzioni amministrative di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.