L’architrave
Spunti, discussioni e questioni di diritto minorile
L'architrave è l'elemento architettonico portante di un sistema. Allo stesso modo, i diritti delle persone di età minore costituiscono specchio e sistema portante della società che li esprime.
Più di ieri, quando il sistema famiglia aveva una sua significatività autonoma (giuridica e sociale) e si esauriva sostanzialmente in un unico modello riconosciuto: quello della famiglia coniugale, con o senza figli, destinata a durare la vita dei protagonisti della relazione, salvo situazioni considerate patologiche, i cui rimedi erano costituiti da separazione e divorzio. Oggi, a fianco o con prospettiva sostitutiva, vi sono ulteriori molteplici modelli che la società civile ha elaborato e che considera di pari dignità anche se non sono normati. Inoltre il pensiero giuridico moderno sulla persona e le sue relazioni familiari si è costruito in una duplice prospettiva: alla sottolineatura del principio di libertà e di autodeterminazione dei soggetti pienamente capaci corrisponde parallelamente la necessità di tutela rafforzata dei soggetti vulnerabili, che debbono essere prioritariamente protetti.
In questa duplice prospettiva il diritto minorile ha ormai acquisito una posizione centrale e rilevante nel sistema giuridico delle relazioni familiari con la sua specificità che pone come criterio preminente e determinante di giudizio quello del superiore interesse del minorenne. Criterio centrale nel diritto convenzionale e nell'eurodiritto e costituzionalizzato e reso clausola generale dell'ordinamento dalla giurisprudenza della Consulta.
Il nostro sistema interno, imperniato su una diversa filosofia del sistema giuridico delle relazioni familiari e del sistema dei diritti delle persone di età minore, stenta ad adattarsi a questa nuova prospettiva, che pure ha mosso le più recenti riforme, dalla l. 54/2006 alla l. 219/2012 con il relativo d.lgs. 154/2013. Si va costruendo, anche ad opera della giurisprudenza costituzionale, di legittimità e di merito, una diversa costruzione sistematica delle relazioni familiari che si impernia sulla tutela prioritaria dei soggetti vulnerabili, primi fra tutti i figli di età minore.
Una simile prospettiva non può eludere un approccio multidisciplinare, proposto anche dalle Linee Guida del Consiglio d'Europa per una giustizia child friendly (Bruxelles, 17 novembre 2010): sia perché il diritto che riguarda le persone necessita un'attenta osservazione dei fenomeni sociologici che originano nuove forme di relazioni e di domanda di giustizia, sia perché lo stesso concetto di superiore interesse del minore, coincidendo con la tutela prioritaria delle sue migliori condizioni di sviluppo psico-fisico presuppone, per la sua effettiva realizzazione, l'apporto, oltre che della scienza giuridica, anche di altri saperi come pedagogia, psicologia dell'età evolutiva, psicologia delle relazioni familiari, scienze sociali, antropologia.La costruzione sistematica del diritto minorile, fino ad ora misconosciuto nella sua autonoma dignità e considerato ancillare al diritto di famiglia, ma divenuto oramai architrave del sistema delle relazioni familiari, non può quindi che avvenire con una rivisitazione dei diritti della persona di età minore nella prospettiva sistematica della loro funzionalità al loro superiore interesse per consentire il migliore sviluppo psico-fisico che li rende pienamente cittadini di oggi in funzione della costruzione della cittadinanza e della società di domani. E non può che permeare ogni aspetto del diritto nelle sue tradizionali aree, civile, penale, amministrativo, liberandolo dalla mera appartenenza subordinata alle discipline privatistiche, in quanto insoddisfacente e, in definitiva, costituzionalmente incoerente ai sensi degli artt. 2, 3, 30, 31 e 32 della nostra Carta fondamentale dei diritti.
SINTESI
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