Eugenio Ragni
Reggio Emilia, 13/06/1933


Eugenio Ragni vive a Roma dal 1941, dove si è laureato in Lettere (1956) e dal marzo 1967 al 1977 è stato assistente di ruolo presso la cattedra di Lingua e Letteratura italiana della Facoltà di Magistero. Incaricato per la stessa materia prima all’Università di Lecce (1974–77), poi alla “Sapienza” di Roma (1977–82), è stato professore associato nella Facoltà di Magistero (poi Roma Tre) dal 1982 al 2001. Professore ordinario dal novembre dello stesso anno, è in posizione di emeritus dal 2005. Socio ordinario e membro di giunta direttiva dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, socio fondatore e membro di giunta del Centro Studi “Giuseppe Gioachino Belli”, socio e membro del consiglio scientifico del Centro “Pio Rajna” di Roma, membro del comitato scientifico per l’Edizione Nazionale dei commenti danteschi, è anche socio corrispondente dell’Accademia dell’Arcadia di Roma e dell’Accademia Torricelliana di Faenza, oltre che del Gruppo dei Romanisti. Ha tenuto corsi semestrali graduate di Letteratura italiana come visiting professor presso varie università straniere (Arizona State University, 1990 e 2005; University of Toronto, 1994; University of California, Los Angeles, 2001; Universidad de Santiago de Compostela, 2002). Ha tenuto lezioni a corsi di aggiornamento per insegnanti di Italiano in Argentina, a Mar del Plata, Buenos Aires e San Martín (1999), e ad Auckland, Nuova Zelanda (2000). Redattore–autore e collaboratore, dal settembre 1966 al dicembre 1996, dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, redattore unico (1976-83) della rivista «Filologia e Critica», è attualmente caporedattore del quadrimestrale di dialetti «il 996». Fra le sue pubblicazioni più importanti si segnalano: edizioni critiche di testi (Firenzuola, Oriani, Bernari); alcune lecturae Dantis; un ampio panorama della letteratura italiana contemporanea (1919–2000) nel IX volume della Storia della letteratura italiana della Salerno editrice; saggi sulla letteratura in dialetto romanesco, in particolare su Giuseppe Gioachino Belli, di cui ha presentato e curato (Zanichelli, 2010) un’antologia di 600 sonetti.
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