Ferruccio CANALI
Università degli Studi di Firenze
Dipartimento di Architettura (DIDA)
Ferruccio Canali Aracne editrice

Ricercatore confermato in “Storia dell’Architettura” presso la Facoltà di Architettura di Firenze, si è laureato in Architettura (con una Tesi su “Il ‘Vitruvio’ di Daniele Barbaro e il contributo di Andrea Palladio”) e in Lettere e Filosofia (con una Tesi su “Vitruvio, la Trattatistica architettonica romana di Età Antica e la sua fortuna rinascimentale”) presso l’Università degli Studi di Firenze, dove ha conseguito anche il Dottorato di Ricerca in “Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica” (discutendo una Tesi dottorale riferita a “Il lessico dell’Ordine architettonico nella Trattatistica italiana del Cinquecento”).
Svolge dal 2000 attività didattica prima come ‘Professore a contratto’, poi come “Professore aggregato” presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, dopo aver insegnato anche presso l’Università degli Studi di Camerino (Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno), di Bologna (Facoltà di Architettura di Cesena) e presso la Facoltà di Architettura di Genova.
È stato a lungo affidatario delle cattedre di “Teorie e Storia del Restauro”, di “Storia dell’Architettura I” e ora di “Storia dell’Architettura e della Città contemporanea” (dal 2010).
Tra i suoi ambiti di ricerca si distinguono gli studi dell’architettura del Quattrocento, con attenzione particolare alle figure di Leon Battista Alberti, Filippo Brunelleschi, Giuliano da Maiano, Michelozzzo di Bartolommeo, Francesco di Giorgio Martini, incentrando i propri interessi sull’architettura malatestiana (il Tempio Malatestiano di Rimini e la Biblioteca Malatestiana di Cesena in particolare), sulla diffusione del linguaggio rinascimentale nelle Marche (a Pesaro, Urbino ed Ancona), oltre che in Puglia (attraverso la figura di Francesco di Giorgio Martini) e in Umbria (da Gubbio a Perugia a Orvieto).
Le ricerche relative alla trattatistica architettonica quattro e cinquecentesca, con particolare riferimento al “De Re Aedificatoria” di Alberti, alla “Regola” di Vignola, ai “Quattro Libri” di Andrea Palladio e soprattutto agli studi rinascimentali di esegesi vitruviana e palladiana, hanno costituito un fulcro fondamentale delle sue analisi scientifiche, specie in merito alle questioni del lessico dell’Ordine architettonico.
Da tutto ciò è scaturito l’approfondimento di figure di Studiosi che, tra Otto e Novecento, partendo da indagini di ambito rinascimentale, avevano puntato sia a costituire in Italia un aggiornato sistema culturale e amministrativo di Tutela del patrimonio monumentale, sia avevano inteso aggiornare l’Architettura alle istanze della Modernità o dell’Avanguardia. Così i suoi studi sulla Modernità novecentesca ’continuista’ con la Tradizione classica, specie a partire dai problemi di Conservazione e Restauro delle fabbriche antiche e rinascimentali (come nel caso di Alfonso Rubbiani e le mura di Bologna; dei restauri della fabbrica arnolfiana di Palazzo Vecchio a Firenze; di Corrado Ricci e il Tempio Malatestiano; di Gustavo Giovannoni e Ugo Ojetti per il Palazzo di Diocleziano a Spalato; di Cesare Spighi e il restauro del Duomo di Pienza), per cercare di cogliere le dialettiche con l’allora diffuso Neomedievalismo e «Primitivismo» (come nel caso di Alfonso Rubbiani, Camillo Boito, Cesare Spighi, Cesare Bazzani, Alfredo D’Andrade).Per quanto riguarda i suoi numerosi studi sull’Avanguardia architettonica e la Modernità del Novecento, si segnalano i contributi su Melchiorre Bega, Edoardo Detti, Enrico Griffini, Angiolo Mazzoni, Giovanni Michelucci, Giò Ponti, Giuseppe Vaccaro, Cesare Valle. Una numerosa serie di ricerche ha poi inteso fare luce - nel dialogo costante tra Storia, Storiografia e Critica - su aspetti legati alle interpretazioni di alcuni tra i principali Critici del Novecento (come Bruno Zevi, Carlo Ludovico Ragghianti, Roberto Pane, Cesare Brandi, Guglielmo de Angelis d’Ossat, Giacomo Boni, Camillo Boito); figure che hanno posto gli studi storici al centro del proprio interesse, facendo però spesso della Critica un approccio decisamente ‘militante’ (come per Zevi e Ragghianti e la loro promozione della figura architettonica di Frank Lloyd Wright nel 1951 a Firenze, in un complesso dialogo tra Modernità e Rinascimento).
Un’attenzione particolare è stata riservata poi, all’interno delle sue ricerche, ad una visione internazionale degli ‘scambi’ e delle connessioni architettoniche e urbanistiche, ponendo particolare attenzione allo studio dei rapporti tra Italia e Ungheria, tra Italia e Stati Uniti nel Secondo Dopoguerra, all’architettura e alle città di Istria e Dalmazia (con una nutrita serie di ricerche su Pola, Spalato, Fiume e Zara) e da ultimo (2012) sulla Libia e l’Etiopia italiane, ripercorrendo il contributo di Studiosi quali Corrado Ricci, Gustavo Giovannoni, Ugo Ojetti, Marcello Piacentini, Frank Lloyd Wright e molti altri.
I suoi studi storici sono sempre stati fortemente correlati ai problemi della Tutela e della Conservazione dell’Architettura, della Città e del Paesaggio contemporanei, sulla base di una stretta finalità di indirizzo che è confluita in numerosi contributi scientifici di riflessioni su la “Tutela del Paesaggio toscano” (2006), sul rapporto tra Archivi storici, Memoria, Conservazione e Restauro (in svariate occasioni: 1999, 2002, 2004, 2010), sul concetto di “Monumento iconico” (2009), oltre a “Raccomandazioni” per la “Conservazione dei lastrici storici urbani, degli arredi minori e degli impianti tecnologici storicizzati” (2002), per la “Tutela del sistema paesaggistico e territoriale delle colonie della Riviera romagnola” (2005), per la “Conservazione dell’Architettura del Contemporaneo” (2006), per l’impatto paesaggistico delle “Energie alternative” (2010), sul rapporto “Globalisation vs Local: Glocal” nell’Architettura contemporanea (2012), coordinando, inoltre, le ricerche storico-archivistiche per il restauro del Tempio Malatestiano di Rimini (1990-2000), oltre agli studi storici e territoriali preliminari alla redazione delle “Carte del rischio del Patrimonio” per il sito-UNESCO di Portovenere (la Spezia).
Ha, nell’ambito di tali interessi scientifici, partecipato a numerosi Convegni nazionali e internazionali (su Vitruvio, su Michelozzo di Bartolommeo, su Ammannati, su Vignola, su Roberto Pane), oltreché a Cataloghi di Mostre (sull’architettura di Lorenzo il Magnifico, sulla basilica di San Lorenzo a Firenze, su Leon Battista Alberti in più occasioni, sul Rinascimento da Brunelleschi a Michelangelo, su Melozzo da Forlì, sull’architettura malatestiana, su Ugo Ojetti ...), organizzando e coordinando scientificamente, a sua volta, Seminari e Giornate di Studi (su Cesare Bazzani, Ugo Ojetti, Cesare Spighi, Sem Benelli e l’Arte, sullo “Stile Nazionale” italiano tra Otto e Novecento in Italia e Oltremare), dirigendo, inoltre, per anni il “Bollettino della Società di Studi Fiorentini” (dei cui ultimi numeri è Curatore scientifico) e partecipando, come Curatore, alla preparazione di vari numeri della rivista “Parametro”.
Ha pubblicato propri lavori su svariate riviste, tra le quali “Studi Veneziani” della Fondazione Cini di Venezia, “Studi Romagnoli”, “Ravenna studi e ricerche”, “Paesaggio Urbano”, “Storia urbana”, oltre che in Atti di Convegni e Cataloghi di Mostre; lavori che sono stati editi anche in riviste internazionali (come sul “Bollettino del Centro di Ricerche Storiche” di Rovigno d’Istria) o con la partecipazione di Enti di Ricerca internazionali (come il Centre de Recherche du chateau de Versailles). Ha partecipato a svariati PRIN-Progetti di Ricerca di Rilevanza Nazionale del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica (2001-2002 e 2003), curando scientificamente in un volume apposito, in collaborazione, i risultati degli studi relative all’”Architettura del Quattrocento nelle Marche” (PRIN 2003 edito nel 2009).
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