Egidio Bianchi


Egidio Bianchi (14 luglio 1898–11 luglio 1923), poeta torinese, collaboratore de «La Chiosa» e del “Secolo XIX”, amico della poetessa Anna Emilia (Annie) Vivanti (1886–1942), che lo seguì da vicino nelle esperienze letterarie, e tenente dell’Esercito Italiano al fronte italiano–austriaco durante la Prima Guerra Mondiale, venne intossicato dai gas impiegati dai germanici nel corso dell’attacco di Caporetto/Plezzo. Sopravvisse ma venne catturato dai tedeschi e imprigionato nel campo di Marchtrenk in OberOesterreich, dove si trovò fino alla primavera del 1918. Rientrato in Italia, venne ricoverato al Sanatorio Groppallo a Nervi, una delle strutture impiegate dal governo italiano per curare i reduci di guerra (in particolare gli intossicati dai gas che, a causa della conseguente immunodepressione, si ammalavano di tubercolosi). Il 17 giugno 1923, peggiorando le sue condizioni, venne ricoverato a Torino, all’Ospedale Birago, dove morì poco dopo.
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