Silvio Ferrari
Zara, 22/09/1942


Silvio Ferrari (Zara, 22 settembre 1942) è uno scrittore e traduttore italiano. Alla fine della seconda guerra mondiale, bambino, lascia la Dalmazia con la madre, zaratina, e dopo un breve soggiorno nel campo profughi di Trieste, va a Camogli, città natale del padre.Terminati gli studi, diviene insegnante dapprima all'Istituto Nautico, quindi al Liceo Artistico Statale e ai Licei Classici Giuseppe Mazzini e Cristoforo Colombo di Genova. Infine, come “docente a contratto” alla Facoltà di Lingue per l'insegnamento delle Letterature Croata, Bosniaca e Serba. Per alcuni anni è attivo in politica: tra il 1975 e il 1995 è stato assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia e poi del Comune di Genova, infine assessore alla Cultura del capoluogo ligure. Negli anni settanta inizia a dedicarsi professionalmente di traduzione dalle tre lingue di ceppo slavo-meridionale che si parlano nell'allora Jugoslavia: croato, serbo, bosniaco. Pubblica i propri lavori con varie case editrici tra le quali Garzanti, Einaudi, Feltrinelli e Diabasis. Attualmente vive a Camogli. Tenuto conto che sino ai primi anni ottanta gli unici autori jugoslavi contemporanei tradotti in italiano erano Ivo Andrić (croato-serbo di Bosnia), Meša Selimović (bosgnacco) e Mojmir Bulatović (montenegrino), non è azzardato affermare che è appena grazie all'opera di Silvio Ferrari che le lettere italiane scoprono la narrativa, la poesia e il teatro croati, bosniaci e serbi. Ferrari è anche autore di racconti: nel 1998 è uscito La morte del Preside, nel 2000 Sette croati dell'Isola Lunga e nel 2003 Fra Genova e Zara.
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