Marco Casucci
Padova, 08/10/1976
Università degli Studi di Perugia
Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione

Ha conseguito in data 02-03-2000 la laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Perugia con votazione finale di 110/110 e lode, discutendo una tesi dal titolo "Tempo e volontà in Arthur Schopenhauer".
A partire dall’ A. A. 2000-2001 ha collaborato in maniera costante all’attività didattica di ricerca presso le cattedre di Filosofia Teoretica, Ermeneutica filosofica, Filosofia Morale e Filosofia Medievale presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia fornendo opera di tutorato per gli studenti dei corsi su indicati.
A partire dallo stesso anno partecipa assiduamente alle attività di studio e ricerca della “Fondazione S. Moretti-Costanzi” e del “Centro Culturale Leone XIII”.
In data 09-12-2004 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in “Dialettica e mondo umano” presso l’Università ‘Carlo Bo’ di Urbino con una dissertazione dal titolo "Libertà e destino in Martin Heidegger".
È vincitore nell’A. A. 2005-2006 del concorso per il conferimento di un Assegno di collaborazione all’attività di ricerca presso la cattedra di Filosofia Teoretica della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Perugia, poi rinnovato per il successivo A. A. 2006-2007.
Nell’anno 2006 ha partecipato all’attività di studio e ricerca della “Fondazione Carlo Caetani della Fargna per la prevenzione del disagio dell’infanzia” per conto della quale ha tenuto tre ricerche specifiche e relative conferenze.
È risultato vincitore del concorso per Ricercatore in Filosofia Teoretica M-Fil/01 bandito dall’Università di Perugia e ivi tenutosi in data 29-30 ottobre 2008 ed è stato assunto in ruolo il 01-10-2009.
Dal 07-10-2009 ha tenuto in affidamento il corso di “Filosofia e teoria dei linguaggi” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’ateneo perugino.
Per l'A.A. 2010-2011 ha tenuto in affidamento il corso di "Ermeneutica dell'alterità" presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Perugia.
Nel corso dei suoi studi si è occupato di svariati autori con l’intento di enucleare il tema ontologico del fondamento mistico del pensare a partire dal tentativo di superare il concetto di volontà in Schopenhauer in direzione di un’ascetica più originaria fondata sull’eternità dell’idea. Sulla stessa scia ha successivamente diretto le sue attenzioni al tema della libertà in Heidegger nel quale ha rintracciato la possibilità di un fondamento originario per l’essere dell’uomo oltre i limiti finitistici entro cui solitamente si è soliti restringere l’orizzonte del pensatore di Messikirch. In particolare si è avuto modo di notare come il concetto heideggeriano di libertà annunci un compimento del tema del destino a partire dal vincolo che il pensare istituisce col suo infondato fondamento, la cui essenza si lascia nominare misticamente nella Gelassenheit. Nell’essenza della libertà umana inoltre si è avuto modo di rintracciare il nucleo centrale della metafisica dell’idea in cui lo stesso pensiero occidentale trova il suo vertice e il suo compimento.
Allo stesso modo il sottoscritto ha indirizzato i propri studi su Platone, Eckhart, Dostoevskij e Solov’ëv in cui ha cercato di cogliere i fondamenti mistici del pensare in quell’esperienza di soprelevazione ascetica che costituisce la vera direzione e l’autentico fondamento di un pensare orientato e fondato sulla libertà.
Attualmente sta rivolgendo la sua attenzione al pensiero di Moretti-Costanzi e ai suoi rapporti con la filosofia italiana a lui contemporanea, nonché al tema dell'alterità in una prospettiva dialettico ermeneutica con riferimento a pensatori come Ricoeur, Hegel e Platone.
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