Enrico Costa
Sassari, 10/12/1944
Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica (IASF-RM)

Enrico Costa è un astrofisico italiano, noto per gli studi di Gamma Ray Bursts (GRB).
Per il suo dottorato di ricerca con Giulio Auriemma, ha partecipato a esperimenti sui razzi con rivelatori di raggi X presso l’IAS (Istituto di Astrofisica Spaziale) di Roma. Nel 1976, entra a far parte del SAI e svolge esperimenti in mongolfiera.
Successivamente è stato coinvolto nel BeppoSAX, il satellite astronomico italiano a raggi X (con la partecipazione olandese e il supporto ESA), che ha operato dal 1996 al 2003.
Nel 1981 fu parte del team di Livio Scarsi, che ha proposto la costruzione del satellite per la rivelazione di raggi X. Sul satellite c’era un Phoswich Detector System (PDS) utilizzato da Filippo Frontera per la scoperta dei lampi di raggi gamma (il Pds era un monitor Gamma Ray Burst, GRBM). Il 28 febbraio 1997 è stata la prima volta che un bagliore di raggi X associato ad un GRB è stato osservato dopo la localizzazione da SAX, seguito poco dopo dal bagliore residuo ottico (osservata dai telescopi Herschel e Isaac Newton, a La Palma). Due mesi più tardi, un altro GRB è stato rilevato con conseguente osservazione all’interno del range radio, dimostrando in tal modo direttamente dal redshift che i GRB sono di origine extragalattica. Nel 1999 ha sviluppato il rivelatore di raggi X per i satelliti italiani a raggi X / gamma AGILE, iniziati nel 2007. Egli inoltre ha anche sviluppato polarimetri X-ray.
Enrico Costa è autore o co–autore di una serie di documenti su riviste scientifiche. Diversi sono pubblicati su « Science Magazine ». Inoltre, nel 2011 ha ricevuto con Gerald J. Fishman il Premio Shaw.
Informativa      Aracneeditrice.it si avvale di cookie, anche di terze parti, per offrirti il migliore servizio possibile. Cliccando 'Accetto' o continuando la navigazione ne acconsenti l'utilizzo. Per saperne di più
Accetto