Italo Dall’ Orto

Compagnia MDTeatro

Laureato in legge e diplomato presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 1964, sotto il magistero di Orazio Costa, ha iniziato la sua attività di attore con la Compagnia dei Giovani ( De Lullo, Valli, Falk, Albani) in spettacoli come Sei personaggi in cerca di autore, Il gioco delle parti di Pirandello e Tre sorelle di Cecov. Nel 1967 è a Firenze, al Maggio Musicale (Egmont di Goethe-Beethoven), regia di Luchino Visconti. Nel 1968 è scritturato con parti protagoniste dal Teatro Stabile di Bologna diretto da Franco Parenti.
Nel 1970, a Firenze, si forma il Gruppo della Rocca, di cui è uno dei soci fondatori: qui inizia anche la sua attività drammaturgica: Perelà di Palazzeschi (regia di Roberto Guicciardini) e Ballata di Pulcinella, capitano del popolo (regia di Egisto Marcucci), rappresentata anche all’estero. Lascia il Gruppo dopo dieci anni, avendo partecipato ai maggiori successi della compagnia. Successivamente è nella compagnia Proclemer-Albertazzi (La milionaria, regia di Albertazzi). Poi al Teatro Stabile di Torino, protagonista accanto ad Annamaria Guarnieri ne La trilogia della villeggiatura (regia Mario Missiroli). Per tre anni (1993-1995) è co-pratogonista nella Compagnia di Glauco Mauri (Tutto per bene, regia di Roberto De Monticelli). Dal 1985 al 1986 ha insegnato recitazione alla Bottega Teatrale di Gassman, a Firenze; poi, con svariati stage di recitazione, dal 1987 al 1999 insegna continuativamente all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, svolgendo anche, per conto dell'Accademia stessa, dei corsi di recitazione bilingui alla Toneelschool di Amsterdam.
Nel 1998 nasce a Firenze l’Associazione Culturale Mannini Dall’Orto Teatro, della quale fanno parte anche, come soci fondatori, Elena Mannini, costumista, Armando Mannini scenografo e Gionni Dall'Orto musicista. A loro si sono aggiunti via via attori, musicisti, organizzatori, coreografi, che hanno collaborato alla realizzazione degli spettacoli finora rappresentati, e cioè: Il Piccolo Principe (1998), Le avventure di Pinocchio, ovvero bugie musicali (2001) e Volo di notte (2004), tutti con la sua regia, riduzione e interpretazione. Il Piccolo Principe è stato rappresentato nei maggiori teatri italiani, come la Pergola di Firenze, il Brancaccio di Roma, il Carcano di Milano (per 11 stagioni consecutive), lo Stabile di Genova, di Torino.
Lo spettacolo Pinocchio, ovvero bugie musicali è stato invitato nel 2008 a Pechino in occasione delle Olimpiadi e rappresentato nella Beijing Concert Hall, il “tempio” della musica classica in Cina. L’attività svolta nella compagnia non l’ha però distolto dalla prosecuzione del proprio lavoro professionale: oltre a partecipare a diversi sceneggiati televisivi (come Amiche mie), ha firmato la regia di un delizioso testo di Sergio Tofano (I cavoli a merenda protagonista Pino Strabioli), andato in scena con successo al Teatro Flaiano di Roma (2005).
Di particolare rilievo le interpretazioni come recitante al Teatro dell’Opera di Roma, nell’ambito di vari balletti di successo con la compagnia di Carla Fracci (regia di Beppe Menegatti), come Alexandr Block (2006) in cui recitava l’ultima orazione del grande scrittore russo sulla Missione del poeta. Nel 2010, alla Casa Museo Buonarroti, propone insieme al figlio Gionni (autore delle musiche) una serata dedicata a Il seme del piangere di Giorgio Caproni. Partecipa anche al film Matrimoni e altri disastri di Nina Di Majo. Sempre nel 2010 firma la regia (per il Teatro Stabile di Catania) di Qui comincia la sventura del signor Bonaventura di Sergio Tofano. Nel 2011 partecipa agli sceneggiati RAI La ragazza americana e Che Dio ci aiuti.
Nel 2012 riprende la tournée de Il Piccolo Principe sotto la nuova gestione dell’Associazione ENTR’ARTe, per la quale mette in scena anche L’autobus di Rosa, una pièce dedicata alla vicenda di Rosa Parks, la coraggiosa donna di colore che si era rifiutata nel 1955 di cedere il proprio posto a sedere a un bianco. Sempre per ENTR’ARTe sta preparando la messa in scena de Il Mago di Oz, dal racconto di L. Frank Baum.
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