Vittorio Possenti
Roma, 25/03/1938
Università Ca’ Foscari Venezia
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

Vittorio Possenti (Roma, 1938) dopo aver compiuto studi universitari di tipo scientifico (elettronica), ha esercitato attività di ricerca nel campo delle microonde, continuando a coltivare lo studio della filosofia, iniziato nel liceo a Torino e maturato negli anni universitari. Ha poi deciso di abbandonare quest’attività per dedicarsi completamente alla ricerca filosofica in un’epoca in cui se ne diagnosticava la fine, e l’intento di decostruirla era all’apogèo. Dopo un periodo passato presso il rettorato dell’Università cattolica (Milano), è divenuto professore associato nella cattedra di Storia della filosofia morale e poi ordinario in quella di Filosofia politica presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Venezia. E' membro del Comitato Nazionale di Bioetica, della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e della Pontificia Accademia di san Tommaso d’Aquino. Ha progettato presso l’Istituto di Studi Filosofici di Milano (1975–1981) numerosi seminari di approfondimento e convegni, e ha diretto dal 1979 al 1995 la collana Scienze umane e filosofia (Massimo, Milano). Ha partecipato a numerosi seminari internazionali in specie in Francia e Usa. Ha fondato e dirige «Seconda navigazione. Annuario di filosofia» (Mondatori e Guerini, Milano, 1997–), è redattore delle riviste «Per la filosofia»; «La società»; «Sensus Communis»; collabora ad alcuni quotidiani. Da vari anni dirige preso l’università di Venezia il Centro interdipartimentale di ricerca sui diritti umani (Cirdu).La produzione di Possenti copre 25 titoli di volumi e varie centinaia di saggi, dedicati alla politica, metafisica, etica e bioetica. Suoi libri e saggi sono tradotti in 10 lingue. È curatore di ca. 15 volumi. Negli anni della formazione liceale e universitaria Possenti è stato attratto dalla storia delle civiltà, ispirato da giovanili letture di Vico e di A. Toynbee; e dall’epistemologia della fisica e dalla logica della scienza (A. Einstein, P. W. Bridgman). Nutrì allora l’idea einsteniana che le teorie filosofiche dovessero elevarsi su una schietta base scientifica, generalizzandola; e si interessò al conflitto tra religione e scienza imperniato sull’idea di un Assoluto personale/impersonale. A vent’anni ha incontrato l’istanza metafisica e umanista attraverso le opere di Maritain e di Tommaso d’Aquino, intuendo le possibilità speculative e liberanti incluse nella rivelazione cristiana. Filosofia dell’essere, personalismo, scuola del realismo conoscitivo hanno influito sul suo pensiero, in base all’idea che la filosofia non è una conoscenza “lunare”, che vive di luce riflessa e senza un oggetto specifico, ma possiede un proprio accesso al reale e si struttura come sapere. La partecipazione ai dibattiti civili e teologici degli anni ’60 ha dischiuso orizzonti politici, tra cui quello della pace, mentre un permanente interesse ha indirizzato l’A. verso l’intreccio tra messaggio cristiano e questioni morali e civili. Lo studio di numerosi grandi della filosofia, da Aristotele a Kant, da Schelling a Nietzsche, da Heidegger a Bergson, da Gentile a Popper, ha consentito un confronto con posizioni diverse e arricchito il quadro dell’A.
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