Matteo Agnoletto
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Dipartimento di Architettura
Sede di Cesena

Matteo Agnoletto è ricercatore in composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna. È membro del collegio del Dottorato di Architettura. Si è laureato con lode in Architettura a Venezia (relatore prof. Franco Purini) con un progetto sull’ampliamento del cimitero di Modena di Aldo Rossi e Gianni Braghieri. Ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in progettazione architettonica e urbana al Politecnico di Milano discutendo la tesi Il Pittoresco. Immagini di città tra architettura e natura (relatore prof. Cino Zucchi). Ha svolto attività professionale negli studi di Renzo Piano e Jean Nouvel. È stato capo redattore della rivista “Parametro” dal 2003 al 2008, curando i numeri monografici ANY. Un’antologia e Sul pittoresco. Dal 2005 è collaboratore della sezione architettura alla Triennale di Milano, dove è stato advicers per il premio Medaglia d’Oro dell’Architettura Italiana e curatore di sezione delle mostre Good N.E.W.S.(2006) e Casa per tutti (2008). Nel 2007 è stato tra gli organizzatori dell’evento Superluoghi. Notizie dalla metropoli quotidiana su incarico della Provincia di Bologna, curando in particolare il catalogo e il ciclo di conferenze. Ha fatto parte del gruppo di ricerca sui I Luoghi della Cultura a Modena, coordinata dal prof. Giovanni Leoni. Ha partecipato in qualità di relatore a convegni a Roma, Torino, Ascoli Piceno, Perugia, Firenze, Venezia, Mendrisio, Buenos Aires, Potsdam. Dal 2005 al 2010 con Andrea Cavani e Andrea Zamboni ha fondato ACZ studio di architettura, con sede a Modena, ottenendo premi e riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, in particolare risultando tra i progettisti selezionati per la fase finale del Concorso “Novello” a Cesena per la sistemazione della fascia ferroviaria (capogruppo Secchi-Viganò) e per la progettazione del complesso integrato della Stazione Alta Velocità a Bologna (capogruppo Boeri studio). Ha recentemente conseguito il primo premio nei concorsi di idee per la riqualificazione del centro storico di Nonantola (progetto “La conservazione della memoria”) e dell’ambito 3 del Comune di Mirandola (progetto “Il cielo di Mirandola”). Dal 2012 è coordinatore del Laboratorio “Ricerca Emilia”, unità di lavoro impegnata nei luoghi colpiti dal sisma. Tra le varie attività ha organizzato la mostra fotografica “Giovanni Chiaramonte. Interno perduto” che si è svolta all'Università di Potsdam, al Festival della Filosofia di Modena, alla sede nazionale del FAI a Milano, alla Facoltà di Architettura di Cesena, alla Rocca di Vignola e alla Hochschule di Monaco di Baviera. Ha curato inoltre la mostra “Architettura padane” dedicata ai territori colpiti dal terremoto. Il Laboratorio “Ricerca Emilia” ha in corso una serie di studi, tra cui: studio del patrimonio rurale del Comune di Cavezzo, recupero della canonica e del Duomo di San Felice, progettazione dell’area parrocchiale di San Biagio, il museo dell’Agricoltura a Gavello. È inoltre consulente dell’Amministrazione comunale di Finale Emilia per il piano della ricostruzione. È coordinatore del “Progetto Staveco” per il recupero dell'ex area demaniale da destinare a nuovo polo universitario per Alma Mater Studiorum: lo studio di riqualificazione è in corso di elaborazione con la collaborazione di 13 studi professionali, coaudivati dai ricercatori del DA e del DICAM.
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