Marcel Bénabou
Meknès, 29/06/1939


Marcel Bénabou sembra aver posto la sua vita sotto il segno della molteplicità. O almeno del dualismo. Il suo itinerario personale l’ha infatti condotto dal Marocco, dove è nato nel 1939, a Parigi, città in cui vive dal 1956; dalla storia romana, che ha studiato con attenzione di erudito, alla letteratura francese, che pratica con la passione di un amatore; dall’Università, dove è stato professore per trent’anni, all’OULIPO, l’Opificio di Letteratura Potenziale di cui è segretario dal 1969 e dove ha potuto esplorare, in compagnia dei suoi amici Georges Perec, Jacques Roubaud e Italo Calvino, il vasto campo delle potenzialità letterarie. Malgrado ciò, le sue opere letterarie ruotano intorno a un’unica ossessione: i libri. E in primo luogo la difficoltà di scrivere: è questo il tema paradossale di Pourquoi je n’ai écrit aucun de mes livres (Perché non ho scritto nessuno dei miei libri), che nel 1986 ha ottenuto il premio dell’Humoir Noir, come di Jacob, Ménahem et Mimoun. Une Epopée familiale (1995) o di Ecrire sur Tamara (2002). Ma anche della dif fi coltà di leggere, come nel caso di Jette ce livre avant qu’il soit trop tard (1992) (Butta questo libro fi nché puoi) e di diversi racconti, riuniti nell’Appentis revisité (2003).
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