Antonietta Confalonieri
Sassari, 28/04/1963
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
Dipartimento di Scienze Giuridiche ”Collegio dei Dottori 1506”

Antonietta Confalonieri è dottore di ricerca in Diritto interno/internazionale/comparato e avvocato iscritto all’Albo dei cassazionisti. Dal 1998 è titolare dell’ insegnamento di diritto processuale penale comparato presso la facoltà di giurisprudenza di Urbino. Avvocato penalista del Foro di Perugia, è componente della Commissione per l’aggiornamento professionale degli avvocati nonché Consigliere della Scuola Forense perugina. Nel 2010 è stata responsabile durante le visite guidate alle Istituzioni europee di Strasburgo organizzate dalla Scuola Superiore della Avvocatura, compresa la partecipazione alle udienze avanti la Grande Chambre della Corte europea. Coordinatore, relatore e docente nei convegni a livello nazionale ed internazionale, in seminari e Master, partecipa anche agli incontri per l’aggiornamento professionale della Magistratura e delle Forze dell’Ordine.Coordina la Sezione Umbra della Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani e si dedica attivamente alla tutela delle vittime di “trafficking” e di “stalking”; inoltre è Consigliere della Sezione Umbra di “Penelope Associazione Nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse”. E’ autrice di due monografie oltre che di vari saggi e note, commenti in codici annotati, articoli inseriti in diverse opere collettanee; gli argomenti spaziano nella sfera della procedura penale dal tema della libertà personale alle impugnazioni, dalle investigazioni difensive o la prova testimoniale al giudicato, dall’imputato alla persona offesa. Il suo ultimo testo “Europa e Giusto processo. Istruzioni per l’uso” esamina la metamorfosi del processo penale a seguito della nuova tutela dei diritti fondamentali in una Europa dalla duplice anima e innovata dal Trattato di Lisbona. Nelle sue conclusioni afferma che “L’analisi dei diritti processuali delle parti private nella nuova prospettiva europea induce a ritenere che vada affermandosi l’esigenza di porre sullo stesso piano “vittima” ed “autore” del reato, nel tentativo di proporre delle guarentigie in un certo qual senso simmetriche: per un verso , la tutela della vittima e per l’altro, le garanzie difensive.”
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