Luciana Finelli
Sapienza Università di Roma
Dipartimento di Architettura e Analisi delle Città (DAAC)

Luciana Finelli nasce a Roma il 16 settembre 1930. Nel 1948, dopo una maturità lusinghiera per l’eccellenza nelle materie letterarie, soprattutto nello scritto di Italiano (Liceo Ginnasio “Giulio Cesare”), si iscrive alla Facoltà di Architettura “Valle Giulia” (allora unica in Roma) che conta al primo anno 70 studenti. Per difficoltà intervenute durante la frequenza nei Corsi di Matematica (prof. Chiellini), perde il Biennio.
Comincia quindi il proprio impegno di disegnatrice nei numerosi studi di progettazione presenti nella Capitale, mettendo a profitto la propria abilità naturale nel disegno e trovando ampia accoglienza tra i gruppi di giovani architetti associati (Gigli-Gigli-Jannicelli-Bonamico tra i primi), che negli anni ’50 si affermavano in Italia. Riallacciandosi al Triennio, coglie all’improvviso il discorso logico-matematico con la preparazione dell’esame di Meccanica Razionale (prof. Tedone): da quel momento la Scienza delle Costruzioni (prof. Viale) diviene una meravigliosa passeggiata. L’insegnamento di Ponti e Grandi Strutture (prof. P.L. Nervi) sancisce l’ammirazione per le basi scientifiche nella preparazione dell’architetto. Si laurea il 20 dicembre 1957 nella stessa sessione di Toni Malavasi e Masino Valle.
Nel 1958 sostiene l’Esame di Stato e nel marzo dello stesso anno si iscrive all’Ordine degli Architetti di Roma e del Lazio. Tuttavia la nostalgia per la cultura classica la porta nel 1959 ad accettare la proposta di Bruno Zevi di collaborare alla preparazione e all’allestimento del volume Biagio Rossetti architetto ferrarese per Einaudi; subito dopo si impegna a scrivere soggetti di Storia dell’Architettura nelle maggiori riviste accreditate. Nel 1962 apre uno studio nei pressi di piazza Vescovio (Roma), associandosi a un altro architetto e a due ingegneri: il gruppo si chiamerà perciò INAR. Appena due anni dopo lo studio chiuderà e i frutti si vedranno negli anni a seguire.
Nel 1963, risultato Zevi vincitore della cattedra romana, assieme ad altri dieci colleghi a lei coetanei (tra cui Carlo Severati, Stefano Ray, Fausta Cataldi e Sandra Pinto), diviene Assistente volontario presso il Corso di Storia dell’Architettura nella stessa Facoltà di Valle Giulia. Sette anni di “gavetta” seriamente vissuti e poi, nel ’71, la vittoria nel concorso ad Assistente ordinario. Nel ’78, al momento del ritiro di Bruno Zevi dall’ attività accademica, viene nominata Professore incaricato del Corso di Storia dell’Urbanistica. Nell’81 partecipa al concorso a cattedra: tre le vincitrici, lei quarta classificata con successiva restituzione del proprio pacco titoli perfettamente integro. Da quel momento non parteciperà più a concorsi universitari. Nel 1983 viene promossa ex lege Professore Associato. In pensione dal 2002 (con 37 anni di anzianità di insegnamento + 7 anni di Assistente volontario = 44 anni) resta come Professore a contratto fino al 2008.
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